Certificato Energetico in 24 ore

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Novità ed approfondimenti

Dal certificato APE al risparmio energetico

Problemi evitabili con edificio in classe A

Posted by Corrado Pedrotti on 30 Settembre 2019

    Cosa succede in una abitazione Certificata Classe A?   Può nascere un problema se scelgo di abitare in un alloggio in classe A o A+, in particolare l’impianto di riscaldamento potrebbe andare in crisi, cioè non riuscire a riscaldare sufficientemente nella stagione invernale. Innanzitutto vediamo di capire cosa significa vivere in una abitazione certificata Classe Energetica A o superiore. Significa che la nostra abitazione consuma estremamente poco per il riscaldamento (*), tipicamente si arrivano a consumi attorno ai 40kWh/mq anno che tradotto significa spendere circa 300 Euro all’anno per riscaldare un alloggio di circa 100mq.   Come è possibile raggiungono consumi così bassi per il riscaldamento?   Tali valori si raggiungono con una corretta costruzione dell’edificio avendo cura di sigillare tutte le dispersioni termiche dell’involucro edilizio, in particolare assicurare che non ci siano spifferi d’aria dai serramenti, dall’attacco del tetto con le murature, dalle canalizzazioni dell’impianto elettrico e dell’impianto idrico. Ogni spiffero d’aria genera dei flussi termici che escono dall’edificio. In Provincia di Trento si effettua un controllo sulla tenuta all’aria di un edificio attraverso il Blowe Door Test e se superato si ha l’Attestazione della Classe Energetica A o A+ Sigillatura all’aria cavidotti impianto elettrico Con tale accurata tecnica costruttiva si ottengono consumi molto bassi tanto che si può installare una pompa di calore per il riscaldamento. La pompa di calore è una macchina che attraverso la compressione di un gas genera una certa quantità di calore, il quale, opportunamente convogliato nell’abitazione può alimentare ad esempio un impianto radiante a pavimento. Questa modesta quantità di calore prodotta dalla pompa di calore è sufficiente per riscaldare un edificio...

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Schermature solari

Posted by Corrado Pedrotti on 20 Luglio 2019

  Meccanismo di funzionamento delle schermature solari Le schermature solari sono dei dispositivi che impediscono ai raggi solari di colpire direttamente la superficie dell’involucro edilizio, sia trasparente (vetrate) che opaco (muri e tetto); in questo modo l’edificio non si surriscalda riducendo così la necessità di condizionamento estivo; un tipico esempio di schermatura sono le tende da sole posizionate sopra le finestre. Vi sono altri tipi di schermatura come ad esempio i frangisole (veneziane), tende a rullo, aggetti orizzontali come i balconi o altri elementi architettonici che in qualche modo creano ombra. Anche la presenza di alberi aumenta la protezione dai raggi solari.   Rimovibilità delle schermature solari L’efficacia delle schermature solari è da mettere in rapporto con la loro rimovibilità, se da un lato sono utili in estate per ridurre il fabbisogno di energia per il raffrescamento, in inverno è utile lasciare che il calore del sole entri nell’edificio per ridurre il fabbisogno di energia per il riscaldamento. Interessante notare come in natura gli alberi a foglia larga e caduca assolvano egregiamente questo compito di rimovibilità e non solo in riferimento all’ombra sulle pareti degli edifici, ma anche sul terreno riducendo la radiazione solare diffusa e riflessa.   Orientamento dell’edificio rispetto al sole Di fondamentale importanza per comprendere il funzionamento delle schermature solari è osservare il moto apparente del sole nelle diverse ore del giorno e nei vari momenti dell’anno. La posizione dell’edificio rispetto ai punti cardinali e l’inclinazione del sole determinano il dimensionamento della schermatura solare. Si consideri un edificio con vetrate posizionate su tutti i lati ed orientato secondo gli assi dei punti cardinali, nel periodo estivo...

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Come scegliere i serramenti secondo criteri di risparmio energetico

Posted by Corrado Pedrotti on 23 Maggio 2019

La scelta dei serramenti   Il serramento esterno è un componente edilizio che incide sul risparmio energetico dell’edificio e verrà scelto conoscendo i parametri energetici che lo caratterizzano, in questo modo si potrà valutare quale materiale utilizzare. Non considero in queste valutazioni gli aspetti dell’acustica, della sicurezza e dell’estetica che sono altresì importanti. Il parametro fondamentale che esprime quanto calore passa da un serramento è la “trasmittanza termica” indicata sui cataloghi dei serramenti con la sigla Uw. Più è basso questo valore più è bassa la quantità di calore che passa dal serramento. Un serramento è composto solitamente da due elementi dispersivi, il vetro ed il telaio, ai quali compete una percentuale delle dispersioni totali, quindi nel valore sopra detto “Uw”, è inglobata la trasmittanza termica del telaio, che si indica con Uf, e la trasmittanza termica del vetro, che si indica con Ug. Altro elemento che incide sulle dispersioni termiche di un serramento è il distanziatore tra le due lastre che compongono il vetro-camera, esso genera un ponte termico sul perimetro del vetro che aumenta il flusso energetico. Tale valore vine indicato con la sigla ψ. Analizzando più in dettaglio ci sono altri fattori che influiscono sull’isolamento termico della finestra, come la tenuta all’aria ed il tipo di montaggio del serramento al muro (ponte termico perimetrale kl), tali aspetti sono fondamentali nel caso di installazione su nuovi edifici in classe energetica A o superiore. Alcuni produttori identificano il tipo di montaggio con la dicitura “montaggio clima” che prevede un monoblocco coibentato per il collegamento del serramento sul muro.   Telaio I materiali generalmente scelti per il telaio dei...

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Risanare il muro umido

Posted by Corrado Pedrotti on 5 Settembre 2018

Risanare il muro umido   Il muro umido è un comune problema che si riscontra in molti edifici, specialmente in quelli storici, ma anche in quelli più recenti mal realizzati. Prima di analizzare come risolvere il problema è utile capire di che tipo di umidità si tratta. Ci sono principalmente tre tipi di umidità sul muro: – umidità dovuta ad infiltrazione diretta di acqua a causa di un tubo dell’impianto idrico che perde oppure di pioggia battente; – umidità dovuta a condensa superficiale per effetto di aria umida e stagnante all’interno del locale che condensa sulla parete fredda (come accade sui vetri nella stagione invernale); – umidità dovuta a risalita capillare solitamente nei muri in pietrame, ma anche in calcestruzzo o laterizio, dovuta all’assorbimento di umidità (acqua) dalle fondazioni o dal muro contro terra per effetto capillare. Spesso questi fenomeni si sommano e la situazione si aggrava rendendo difficile distinguere quale sia la causa del problema per decidere cosa fare.     Come riconoscere i tre tipi di umidità   Se si tratta di infiltrazioni dirette di acqua per un tubo che perde si vede una macchia localizzata dai contorni netti collocata solitamente in posizione dove è facile intuire che si trovino colonne di scarichi in prossimità di bagni o cucine. Sono cause di umidità anche un pluviale del tetto o uno scarico di una terrazza, solitamente queste macchie di umidità sono in prossimità di questi impianti. Generalmente la macchia compare all’improvviso, se la cosa si protrae progressivamente da parecchio tempo oltre alla macchia dai contorni netti potrebbero presentarsi dei rigonfiamenti di pittura o di intonaco che producono uno sfarinamento della superficie.   Se invece...

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Finestre e risparmio energetico

Posted by Corrado Pedrotti on 4 Giugno 2018

          Quanta energia si risparmia nel sostituire le finestre ed i serramenti esterni in genere?   Apparentemente si risparmia poco, ma se si mettono in conto altri aspetti il risparmio aumenta. Ci sono inoltre delle considerazioni da fare circa  nuovi problemi che potrebbero insorgere, vale a dire la possibilità della formazione di muffa sul muro attorno alla finestra.   Il dato tecnico che esprime la dispersione termica dell’intero serramento è il valore Uw che troviamo esposto sulla documentazione della finestra, più il valore è basso e più il serramento è performante. La legge fissa anche dei valori limite da non superare a seconda delle zone climatiche. Nella provincia di Trento le zone climatiche sono la “D” sotto i 425 metri di altitudine e la “F” al di sopra, ed i relativi valori limite Uw sono 1.0 e 1.4 [W/mqK].     Attraverso il valore Uw del nuovo serramento e quello stimato del vecchio serramento si può valutare per differenza la quantità di energia che si risparmia e quindi i metri cubi di metano consumati in meno in un anno. I relativi calcoli matematici tengono in considerazione le temperature medie della località di ubicazione dell’immobile, del tipo di impianto di riscaldamento ed altri parametri previsti dalla norma UNITS11300. I software che calcolano le prestazioni energetiche degli edifici eseguono dei calcoli molto analitici che tengono conto non solo del metano per il riscaldamento ma anche dell’energia elettrica per far funzionare la caldaia ed altri dispositivi. Si parla appunto di fonte primaria perchè l’energia elettrica viene convertita in energia non rinnovabile come il metano o il petrolio.   Calcola qui il...

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Catasto energetico

Posted by Corrado Pedrotti on 7 Gennaio 2017

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Muffa dietro l’armadio

Posted by Corrado Pedrotti on 18 Dicembre 2016

Perchè c’è la muffa dietro l’armadio?   La muffa si forma quando trova il terreno fertile, cioè umidità alta e superfici a temperatura bassa. Come accade per il vetro della finestra che si appanna quando fuori è freddo e dentro si produce umidità, così accade anche per il muro che, se diventa freddo, favorisce la formazione di umidità utile alla proliferazione della muffa. Nel caso dell’armadio succede che la parete dietro ad esso (magari quella rivolta a nord) si mantiene ad una temperatura superficiale più bassa rispetto alle altre pareti della stanza, in quanto l’armadio funge da isolante termico impedendo che il caldo della stanza riscaldi il  muro. In questo modo si favoriscono le condizioni per la formazione della muffa. Le condizioni per la formazione della muffa sono facilitate anche da altre cause, ad esempio: – quando la parete è particolarmente rugosa e permette l’accumulo di polvere dalla quale la muffa trae nutrimento; – quando l’umidità interna è particolarmente elevata e si deposita sotto forma di condensa sulle pareti fredde; – quando nei locali non vi è un’adeguato ricambio d’aria che consenta di smaltire il vapor acqueo prodotto all’interno; – quando la finitura della parete o le sostanze presenti nell’aria contengono sostanze nutritive per i microorganismi della muffa.   Andamento delle temperature del muro dietro l’armadio   Le soluzioni per eliminare la muffa dietro l’armadio   Le soluzioni sono molteplici, da quelle più costose a quelle a costo zero. I principi fondamentali per eliminare la muffa dietro l’armadio sono due: ridurre l’umidità interna ed innalzare la temperatura superficiale del muro. Queste due soluzioni devono essere attuate contemporaneamente. La temperatura...

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Sistemi di contabilizzazione calore

Posted by Corrado Pedrotti on 14 Settembre 2016

  Due modalità di lettura dei consumi   I sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati sono di due tipi: Sistema a lettura diretta dei consumi. Viene installato quando l’impianto di riscaldamento ha i tubi di trasporto dell’acqua calda posti in verticale centralmente nell’edificio, (solitamente nel vano scale) e da qui parte la derivazione ai singoli appartamenti. In questo caso si installa sul punto di derivazione un lettore diretto dell’energia che entra nell’appartamento.     Sistema a lettura indiretta dei consumi. Viene installato quando l’impianto di riscaldamento ha i tubi posti in verticale nelle murature perimetrali. In questo caso non c’è una derivazione per ogni singolo alloggio, ma i termosifoni sono collegati sopra e sotto tra un piano e l’altro. Non potendo misurare l’energia che entra in ogni singolo alloggio si installa su ogni singolo termosifone un “proporzionatore” detto ripartitore che “sente” quanta energia emette ogni singolo termosifone e poi si proporziona il totale energia uscita dalla centrale termica fra i vari termosifoni.     I consumi letti o calcolati sui dispositivi installati costituiscono la quota volontaria del prelievo energetico. Rimane però un consumo involontario dovuto alle dispersioni generali dell’impianto e dell’edificio da calcolare secondo le modalità previste dalla norma UNI10200. Altri consumi energetici da tenere in considerazione sono quelli per l’acqua calda sanitaria e per il funzionamento della caldaia con le relative pompe. Servirà pertanto per questi ultimi installare un contatore dei consumi elettrici dedicato esclusivamente alla centrale termica. Mettendo assieme questi dati si redige la tabella di ripartizione delle spese per il riscaldamento tra gli appartamenti che dovrà tenere conto anche di costi di manutenzione, dei controlli periodici e della...

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Contabilizzazione calore

Posted by Corrado Pedrotti on 4 Gennaio 2016

Contabilizzazione dei consumi per il riscaldamento   Entro la fine del 2016 (salvo proroghe) tutti gli edifici con impianto di riscaldamento centralizzato, dovranno dotarsi di sistemi di misurazione della spese per il riscaldamento spettante ad ogni singola unità immobiliare. Questo nuovo obbligo è stato introdotto dall’Unione Europea al fine di ridurre i consumi energetici negli edifici e di conseguenza le emissioni di CO2  nell’atmosfera. Per comprendere come si può arrivare a ridurre i consumi energetici attraverso la contabilizzazione del calore bisogna analizzare cosa è successo fino ad ora nei condominii con impianto centralizzato senza contabilizzazione del calore individuale. Osserviamo questo schematico disegno di un edificio tipo: Succede nella maggior parte degli edifici, come questo schematizzato, che le unità immobiliari dei piani intermedi ed esposte a sud sono surriscaldate, in mancanza di un sistema di regolazione della temperatura ambiente l’utente apre le finestre con evidente spreco di calore. Contemporaneamente però la spesa per il riscaldamento viene ripartita equamente (se non con qualche coefficiente correttivo) fra tutte le unità. Si può osservare che chi sta nei piani intermedi non ha la possibilità di ridurre la temperatura e quindi di spendere meno. Con la contabilizzazione del calore per ogni unità immobiliare e la contemporanea installazioni di sistemi per la regolazione della temperatura ambientale si andranno ad eliminare questi sprechi e non si apriranno le finestre quando fa caldo perchè si pagherà quello che si consuma! Ci sono però altri aspetti da considerare legati alla contabilizzazione individuale dei consumi. Il primo è che le unità immobiliari collocate ai piani intermedi e con una buona esposizione al sole consumeranno poco e quindi pagheranno meno, mentre le unità...

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Certificato Energetico con firma digitale

Posted by Corrado Pedrotti on 12 Ottobre 2015

  La firma digitale consente di firmare una file come la firma autografa consente di firmare un documento cartaceo.       La firma digitale di un file certifica che il documento non è stato modificato dopo la firma ed inoltre contiene le credenziali di chi appone la firma. Quindi anche l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) può essere firmare digitalmente ed inviato al richiedente tramite e-mail. Chi apre questo file, ad esempio un pdf, vede in calce la marcatura della firma digitale e cliccando su di essa accede alle informazioni di identificazione del firmatario garantite dall’ente certificatore dalle firme digitali. La firma digitale rimane valida finchè “viaggia” su un file. Nel momento in cui il file viene stampato su carta la firma digitale rimane valida, solo se  la stampa viene dichiarata copia conforme all’originale da un pubblico ufficiale, ad esempio un notaio. In questo modo L’Attestato di Prestazione Energetica potrà essere stampato su carta ed essere fisicamente allegato ad un’altro atto cartaceo. Nel caso di Certificazione Energetica per contratti di locazione la cosa è ancora più semplice perchè il proprietario stesso che allega l’APE al contratto lo dichiara conforme all’originale in suo possesso.     Esempio pratico:   – Devo registrare il contratto di locazione di un appartamento ed allegare allo stesso il Certificato Energetico. Stampo l’APE ricevuto per e-mail, riporto i dati di classe energetica, numero di certificato, data ecc. sul contratto, inserisco la dicitura di dichiarazione di copia conforme all’originale, lo allego e registro il contratto all’Agenzia delle Entrate. – Devo effettuare la compravendita di un immobile. Giro la mail dell’APE firmato in digitale direttamente al notaio il quale...

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Truffa per falso certificato energetico

Posted by Corrado Pedrotti on 8 Luglio 2015

        Attenzione alle truffe online con certificati a basso prezzo. Il proprietario di un immobile che esibisce all’acquirente o affittuario un’attestazione sui consumi energetici che si rivela successivamente non fedele né risponde in prima persona. E’ pertanto importante affidarsi ad un tecnico che esegue il lavoro con precisione valutando tutti i componenti dell’edificio. Consegue che è obbligatorio verificare sul posto ogni elemento che influisce sulle dispersioni termiche. Un certificato eseguito senza il dovuto sopralluogo non è attendibile ed attesta falsi risultati. Per un corretto certificato il tecnico dovrà verificare sul posto molti elementi, infissi, vetri, spessore e tipologia dei muri, solai, caldaia, ombregiamenti delle pareti, ponti termici e molti altri particolari. Ma non solo, eseguita la verifica sul posto, dovrò effettuare i calcoli secondo la normativa e determinare la classe energetica attraverso software omologati dal Comitato Termotecnico Italiano. Questa seconda fase richiede un impegno che va dalle 4 alle 8 ore a seconda della complessità dell’immobile e del suo impianto, infine il tecnico dovrà effettuare l’invio telematico al catasto energetico pagando la tariffa obbligatoria che per la provincia di Trento è di 36,60€. Va aggiunto poi il 5% di cassa previdenziale (perchè il tecnico certificatore deve essere obbligatoriamente iscritto all’ordine o collegio professionale) ed infine applicare l’IVA al 22%. geom. Corrado Pedrotti Richiedi un preventivo gratuito per il Certificato...

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Per vendere bisogna svendere

Posted by Corrado Pedrotti on 23 Maggio 2015

Per vendere bisogna svendere.   Si, in questa fase di depressione economica volendo vendere un immobile bisogno calare il prezzo. Si sa infatti che quando la domanda di un bene è bassa e l’offerta è alta, per forza di cose anche il prezzo scende. Quindi vendere un’immobile per incassare soldi in questo momento non è la cosa migliore perché non si riuscirebbe a trarne un guadagno, specialmente se l’immobile è obsoleto. Anche il carico fiscale è particolarmente pesante sulla casa e contribuisce a convincere i proprietari a liberarsi di un bene che genera solo costi. Con queste premesse e in questa fase economica non si vedono altre soluzioni. Ma proprio perché si tratta di una “fase” sappiamo che, come dice il proverbio, “dopo il brutto viene il bello”. La soluzione possibile quindi è aspettare tempi migliori per vendere, cioè quando il mercato sarà più vivace e si potranno spuntare prezzi migliori. C’è però un’altra insidia che potrà mettere ancora incertezza sul futuro prezzo di vendita di una casa: se un immobile è già obsoleto, tra due, tre o cinque anni sarà ancora più malconcio e data la veloce crescita delle innovazioni tecnologiche nel settore dell’edilizia, la scarsa qualità dell’immobile rispetto ad altri di nuova generazione lo renderà ancora una volta poco appetibile con conseguente necessità di calare il prezzo per venderlo. C’è allora un’altra possibile soluzione per non perdere denaro ed investire sul futuro! Si tratta di preparare adeguatamente il traguardo con le risorse giuste, vale a dire arrivare al momento della vendita dell’immobile con una casa competitiva rispetto ai nuovi edifici che in ogni caso saranno disponibili sul mercato. Una casa ha un...

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La Certificazione Energetica ed il suo prezzo

Posted by Corrado Pedrotti on 26 Ottobre 2014

    Valore dell’immobile La classe energetica di un immobile dà un’indicazione sui consumi energetici per il riscaldamento. L’orientamento attuale per la valutazione immobiliare è quello di tener conto della classe energetica, premiando con un valore maggiore gli immobili più virtuosi come quelli in classe B, A o A+ Anche per i contratti di locazione la legge prevede di dare una classe energetica all’immobile in modo da mettere a conoscenza il locatario dei costi per il riscaldamento dell’appartamento specialmente per gli impianti termoautonomi.   Calcolo della classe energetica Per la determinazione della classe energetica si fanno delle verifiche in loco sulla struttura e sugli impianti di un immobile. Si procede poi al calcolo delle dispersioni termiche e del rendimento degli impianti. Di fondamentale importanza per un corretto calcolo della classe energetica è riconoscere, attraverso l’esperienza professionale, i componenti dell’edificio e dell’impianto. Ogni componente dell’edificio viene valutato analiticamente e ne vengono calcolate le dispersioni termiche, ma non solo, rientrano nei calcoli anche gli apporti solari e gli ombreggiamenti.   Richiedi un preventivo gratuito per il Certificato Energetico...

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Meno spese di riscaldamento nel condominio

Posted by Corrado Pedrotti on 14 Settembre 2014

Valvole termostatiche Cosa sono e a cosa servono. Riscontro sul Certificato Energetico   Le valvole termostatiche sono dei “rubinetti” da installare sui termosifoni per ridurre automaticamente la portata d’acqua calda quando l’ambiente ha raggiunto la temperatura voluta. Negli appartamenti condominiali dotati di impianti centralizzati obsoleti succede che dalla centrale termica parte l’acqua calda destinata ai termosifoni dei vari appartamenti con la stessa portata e con la stessa temperatura, ma i piani intermedi sono sovrariscaldati. Questo succede perchè gli appartamenti centrali hanno minori dispersioni perimetrali essendo circondati sopra, sotto e di fianco da altri alloggi riscaldati. Non è raro il caso che in questa situazione vengano aperte le finestre perchè fa troppo caldo. Per ridurre il fabbisogno di energia in queste situazioni è sufficiente installare delle valvole termostatiche sui termosifoni, che attraverso un sistema meccanico riducono automaticamente la portata d’acqua quando l’ambiente è caldo e la aumentino quando l’ambiente è freddo. Questo intervento è semplice da realizzare ed ha un costo estremamente contenuto, non richiede opere murarie o allacci elettrici. Si tenga presente che ogni caloria che giunge in ambiente alla fine del suo percorso (bruciatore, caldaia, rete di distribuzione e termosifoni) e che viene sprecata è già gravata da tutte le dispersioni dell’impianto. Le valvole termostatiche, ma anche altri sistemi di regolazione, tengono conto inoltre di eventuali aumenti della temperatura interna per effetto del sole che viene dalle finestre o da altri dispositivi presenti nell’ambiente che producono calore (lampade, elettrodomestici e le persone stesse ) e riducono automaticamente la portata d’acqua calda ai termosifoni. Il dispositivo richiede tuttavia un’altra semplice modifica sull’impianto di centrale e cioè la sostituzione della pompa che fa circolare l’acqua. La pompa del vecchio impianto...

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Cappotto e problemi ?

Posted by Corrado Pedrotti on 19 Agosto 2014

“Dopo aver messo il cappotto è comparsa la muffa perchè la casa non respira”   È giusta questa affermazione ?   No! Ma cerchiamo di capire. Non è raro sentire da persone intenzionate alla posa di un cappotto pensare che questo fenomeno si verificherà sulla propria abitazione.  Sembra anche che la “giustificazione” della casa che non respira abbia un certo senso. Bisogna allora capire il concetto di casa che respira.  Si potrebbe con un esempio paragonare la casa al nostro corpo, la pelle costituisce l’involucro della casa, cioè muri e copertura, mentre le finestre e le aperture in generale rappresentano naso e bocca. Fatta questa distinzione fra muri e finestre si capisce subito come il respirare della casa avvenga attraverso le finestre dalle quali entra ed asce l’aria, umida in uscita,  e generalmente più secca in entrata come dalla bocca. I muri ed il tetto come la pelle hanno la funzione di traspirazione ovvero, non passa aria ma, attraverso la loro superficie viene assorbita e riceduta umidità all’ambiente interno. Da qui si capisce come il cappotto esterno non blocca i ricambi d’aria negli ambienti. Vediamo ora di capire il concetto di muffa sulle murature. La muffa non è altro che un proliferare di microrganismi che si sviluppano quando ci sono le condizioni favorevoli e cioè principalmente quando vi è presenza di umidità sotto forma di condensa.  Ma da dove viene l’umidità? L’umidità è presente nell’aria e quando l’aria interna trova una superficie fredda condensa su di essa. Il classico esempio è il vetro della finestra appannato all’interno. Il vetro quindi costituisce una superficie fredda sulla quale l’aria condensa, ci sono anche...

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